Sulle rive del fiume Hooghly sorge Calcutta, città dai mille volti. Kolkata è il suo vero nome, patria di grandi intellettuali e premi Nobel, racchiude in se una grande contraddizione, la povertà più estrema e la ricchezza più sfarzosa distribuite iniquamente tra 5 milioni di persone. Namaste, il tradizionale saluto con le mani giunte, è un segno di rispetto e sarà bene che lo impariate se volete visitare l’India. Per godervi al meglio questa città evitate il mese di maggio, il più caldo e afoso in assolto prediligendo invece il periodo tra dicembre e gennaio. Durante il periodo coloniale britannico, Calcutta fu uno dei primi porti che collegava l’India e la Gran Bretagna e ancora oggi è la città in cui la tradizione dell’epoca vittoriana è più viva che altrove.

Strade di Calcutta

Strade di Calcutta By: Ryan

La parte più bella della città si sviluppa tutta intorno al parco Maidan, al cui interno si trova Fort William, che costituiva il nucleo centrale della città durante il periodo coloniale e il più famoso monumento della città in onore della regina Vittoria, il Victoria Memorial Hall. Si tratta di un elegante palazzo in marmo bianco la cui cupola ricorda la cattedrale inglese di St Paul mentre la struttura riprende quella del Taj Mahal, costruito per celebrare la grandezza dell’Impero britannico e della sua regnante, è circondato ovviamente, da curatissimi giardini all’inglese. Al suo interno è presente un museo in cui viene raccontata la storia del paese durante il colonialismo. Il Chowringhee, il quartiere più turistico della città, ospita il famoso Museo Nazionale dell’India, uno dei più antichi al mondo che comprende varie sezioni ma la più interessante è quella archeologica. Se siete in zona poi e avete fame, potete fare un salto nella Park Sreet, rinomata per i sui ristoranti, ma anche per i suoi night club.

Calcutta non può che richiamare alla memoria la figura della beata Madre Teresa che proprio in questa città, in Bose Road, fondò la casa Madre delle Missionarie della Carità. Qui visse per molto tempo ed oggi la sua casa è meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli che accorrono anche per pregare sulla sua tomba, conservata all’interno. Passando quindi dal sacro al profano, nella zona sud di Calcutta, bagnato dall’ Adi Ganga si trova il Kalighat Kali Temple, un complesso di templi induisti dedicati alla dea Kali, protettrice della città ma anche divinità della distruzione, raffigurata con grandi occhi arancioni e con una lunga lingua dorata. Per i turisti, riuscire ad entrare nel tempio è molto difficile e l’accesso al sancta sanctorum è riservato ai soli induisti. Per chi invece volesse visitare i templi jainisti, capolavori d’intarsio nel marmo bianco e luoghi di culto di una filosofia antichissima basata sulla non violenza, dovrà addentrarsi in una delle zone più belle di Calcutta, il quartiere Maniktala.

Se vorrete fare poi qualcosa di tipicamente indiano, allora dovrete recarvi al Burrubazar, il mercato più grande di Calcutta dove potrete trovare di tutto, dalla spezia più piccante alle coloratissime pashmine. Invece, per gli appassionati di artigianato imperdibile è la visita a Shobhabazar, centro pullulante di botteghe locali specializzate in riproduzioni di terracotta delle divinità hindù. A fine giornata godetevi un bellissimo tramonto prendendo uno dei water-taxi all’ormeggio sul molo antistante la stazione ferroviaria di Howrah, godendo anche della superba visione dell’Howrah Bridge che, con i sui 705 metri è il sesto ponte più lungo al mondo.

PER PUNTI

  • Bose Road
  • Burrubazar
  • Chowringhee
  • Fort William
  • Howrah Bridge
  • Kalighat Kali Temple
  • Maniktala
  • Museo del Colonialismo
  • Museo Nazionale dell’India
  • Parco Maidan
  • Park Street
  • Shobhazar
  • Templi Jainisti
  • Victoria Memorial Hall